
Come tutte le mattine, leggo "a scrocco" La Stampa (a scrocco de che, poi...).
Questa mattina, in prima pagina, una foto che sembra presa dalla pubblicità Nuvenia

Penso - Sarà forse l'ennesima prova dell'assorbente con le ali...
Invece la notizia riportata è la seguente "Manomette il paracadute alla rivale e si lancia con lei e il fidanzato " ... ok, un'altra puntata di questo triste mondo malato - direte voi-, che ci sarà mai da stupirsi?
A parte allegre disquisizioni sul tema (siamo sconvolti dal Albano e la Lecciso che si lasciano, ma quando ci parlano di eccidi in Israele sbuffiamo dicendo "maddaiancoooora?"), la cosa bellissima è l'articolo che segue, che vi propongo in versione integrale, sottolineando i passaggi salienti.
"La telecamera avvitata sul casco ha ripreso tutto, l'ultimo saluto al pilota prima di saltare dall'aereo, il braccio teso verso i tre compagni per completare la formazione a stella, la mano che armeggiava senza successo sul primo paracadute, la foga disperata del tentativo di far scattare il dispositivo di emergenza. Poi il volo a precipizio, terribile, quattromila metri di caduta a duecento all'ora, una manciata di secondi d'orrore prima dell'impatto. E il tonfo sordo che ha strappato la vita a Els Van Doren, 37 anni, proprietaria di una gioielleria, disintegratasi nella campagna fiamminga di Opglabbeek. Uccisa, almeno così ritengono gli inquirenti di Tongeren, dalla rivale in amore, giovane, carina, gelosa, disturbata e con una precisa vocazione all'omicidio.
Allora, signor giornalista, possiamo scrivere di una persona "disintegratasi"??? Che siamo, in un episodio di Star Trek?
E' un intreccio da feuilleton d'altri tempi, un delitto quasi perfetto perpetrato ad alta quota. Sino allo scorso fine settimana la polizia ha ritenuto che si trattasse di un incidente, drammatico quanto insolito. Ma proprio l'originalità dei fatti ha indotto a sospettare che la dinamica degli eventi non fosse quella apparsa nelle ricostruzioni iniziali. Troppo strano che nessun sistema di sicurezza abbia funzionato. I conti degli investigatori hanno cominciato a non tornare. Qualcuno deve essersi detto «Cherchez la femme». Alla fine l'hanno trovata.
Cherchez la femme??? Ma che s'è bevuto, questo??
Erano decollati il 18 novembre dal minuscolo aeroporto di Zwartberg, montagna nera, nome beffardo per una terra piatta come una tavola da stiro. Bella giornata, un sabato radioso per la stagione, una temperatura mite e un orizzonte terso che in Belgio è tutto meno che frequente. La Van Doren, sposata e madre di due figli, s'era imbarcata come altre volte con l'amica Els Clottemans, 22 anni, capelli corti rossi e pelle color latte, un fisico tonico e attraente.
Qui purtroppo non posso portare a dimostrazione la foto della Signa dal fisico tonico...forse è una traduzione dal fiammingo o dal vallone, dove tonico corrisponde a "dotata di bùdria".
Si conoscevano da tempo, condividevano il nome e la passione per il volo. Oltre che, si è venuto a sapere, la frequentazione di un giovanotto olandese che per ora si chiama soltanto Marcel. Un tipo intraprendente e senza eccessivi scrupoli, quest'ultimo. Da due anni aveva ammaliato la gioielliera, con la quale passava il sabato sera in un albergo di Eindhoven, nei Paesi Bassi, prima di tornare al campo di volo la domenica mattina. All'inizio del 2006, l'aitante Marcel aveva avviato una storia parallela con la Clottemans, alla quale dedicava il venerdì. Il meccanismo era sulla carta infallibile, e le due amanti sono rimaste per mesi all'oscuro dell'incrocio sentimentale. A un certo punto, però, la giovane Els deve aver intuito che la meno giovane Els era la terza protagonista di un triangolo amoroso. Così ha deciso di agire.
Beh, non è che facesse chissà che...semplicemente si trombava due donne, una delle quali era sposata (ma è la defunta, quindi anche se non si faceva scrupoli nei confonti del marito, ormai è diventata solo inconsapevole vittima)
In quel sabato fatale le due donne si sono lanciate come nulla fosse, nel blu che stava per dipingersi di rosso sangue. La Van Doren era tranquilla, non immaginava che la giovane Els fosse la sua antagonista. Ancora una scarica di adrenalina in volo - deve aver rimuginato - e poi un'altra notte di adulterio col bell'olandese. La prospettiva l'allettava, era felice e serena.
Ma tu che cazzo ne sai di quello che "rimuginava" (complimenti per l'uso della lingua italiana)?? E' un articolo di cronaca o un mio post sul mio blog????
La polizia ritiene che, prima del decollo, la Clottemans abbia manomesso i due paracaduti in un empito (pensavo ad un errore di stampa, invece è un sinonimo di impeto...) di rabbia, aveva l'esperienza e la tecnica per farlo. Els la gioielleria (la gioielliera?? scrivere il cognome gli faceva schifo??) s'è lanciata senza esitare. Pochi minuti più tardi il suo corpo giaceva senza vita in un campo poco distante dalla pista del decollo, informe e contorto, come schiacciato nella mano di un gigante.(no comment) La scorsa settimana la giovane Els è stata arrestata.
...omissis...
La prima udienza del processo delle due Els (cioè? fanno il processo anche ad un cadavere?) è in programma a Tongeren il 16 febbraio. Michel Zeger, portavoce della procura della cittadina belga, afferma che la Clottemans «è la principale sospettata». Ritiene che «si possa parlare del delitto passionale». (ma dai...che acume!)
E ora, tenetevi forte, che viene un esempio di grande scrittura giornalistica:
Si attende il pubblico delle grandi occasioni, soprattutto per dar sfogo al macabro desiderio di vedere sul grande schermo la morte in diretta in un filmato che difficilmente apparirà su Youtube. In aula ci sarà anche Marcel, la chiave di un doppio tragico destino. Al funerale di Els la Gioielliera, mille persone hanno ascoltato il lamento della sorella della vittima. «Hai fatto il possibile per salvarti durante il tuo ultimo salto, ma qualcuno non ti voleva viva». Qualcuno. O qualcuna. Cherchez la femme.
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Ora, lascio perdere l'accaduto in se (ovvero, una donna uccide la sua rivale in amore, premeditatamente e in maniera un attimino crudele)...quello su cui vorrei attirare l'attenzione è l'uso del linguaggio, la teatralità della descrizione, per poi giungere al rush finale del macabro desiderio di vedere sul grande schermo la morte in diretta in un filmato che difficilmente apparirà su Youtube .
Cioè, il caro Zatterin fa figurare come mostri le persone che, soggiogate dall'idiozia che impera sui mezzi di informazione, si comportano esattamente come Zatterin vorrebbe, per poter scrivere un altro articolo...
Allora, questo giornalismo MI FA SCHIFO!
Mi diverte quando parla di Paris Hilton che si fa Hollywood e dintorni, che Tom Cruise sposa quella scopa sul Lago di Bracciano con il rito di scientologi ma in realtà è finocchio, o quando parla di Kate Moss che si droga e poi smette epoi si droga e poi smette (e intanto, se apriamo QUALSIASI rivista, almeno una sua foto, la troviamo)...tutte cose di cui non me ne frega una benemerita sega!!!!
MI FA SCHIFO quando parla di un ragazzo che aveva qualche grammo di hashish in camera e viene tacciato di essere quasi un narcotrafficantecolombiano, mentre Lapo Elkann viene redento (ho letto una cosa aberrante...dice che aveva fatto UN USO SBAGLIATO delle droghe... come i medicinali, se sbagli la posologia poi finisci in coma).
Insomma Zatterin (e tutti i suoi cloni), smettetela di scrivere racconti e dateci le notizie.
Oppure fate uno O l'altro.
O anche l'uno E l'altro.
Ma in sedi separate e distinte.
mAu