Più passano gli anni, e più ho difficoltà a riprendere la routine.
(Io, che di routine non ho mai vissuto, figuratevi che difficoltà posso avere.)
Questo dovrebbe essere un post di racconto; avviso gli avventori che si ritroveranno tra le mani un documento che parte come un normale resoconto di 21 giorni e finisce come le fantasmagoriche avventure del Barone di Munchausen.
Siete avvisati.
4 Agosto.
Smessi i panni dell’impiegato, messa la ventiquattrore di pelle a sopire nell’armadio (ndm - neanche svuotata, al rientro avevo dei Vigorsol che cantavano Besame Mucho), scrostato del vecchiume dell’inverno taurinense/olimpionico, entro nel mood del nonfareuncazzocascasseilmondo.
Ergo, mi perdo in giri famelici per la città per gli ultimi acquisti al volo (valanghe di cagate che userò poche volte), sempre alla disperata ricerca di Generations of Love dell’amato B.Bianchi, che, come da programma, non troverò.
E, da buon lastnanosecondman, chiamo i bed&breakfast sardi per prenotare.
Sorpresa sorpresa : alla prima chiamata erano tutti un “non si preoccupi”, “posto già ce n’è” (ndm – “già” alla sarda, utilizzato come a dire “ce n’è ancora molto”).
Ora quasi mi ridono in faccia.
Azz…io ho i biglietti per il traghetto e neanche l’anno scorso sono andato in Sardegna.
QUINDI, ci vado, a costo di dormire sotto un ponte!
Mi compare in cortile SantaPatrizia (mia sorella) che decide di prestarmi la sua tenda e, toccandomi sulla spalla con un picchetto, mi inizia alla “magica avventura del campeggio”.
Mi sento come Puffo Quattrocchi che scopre il sesso, una cosa che avevo sotto il naso da molto, ma che non avevo mai considerato (ndm- la mia famiglia ha tradizioni campeggifere, il nomadismo lo abbiamo nel sangue).
Quindi, informo il compagno di sventura e , tenda in spalla, mi avvio verso Civitavecchia.
5 Agosto.
Non sto a spiegarvi perché Civitavecchia…la destinazione effettiva era Castiglione del Lago, per andare a sentire i Fiamma Fumana e fare due chiacchiere con il gruppo e con eventuali altri iscritti alla mailing list (ndm – continuo a consigliarvi di andare a vederli, ma andateci con gruppo di amici, pronti a ballare come foste in una sagra paesana).
Il concerto è in un locale, come dire…bruttino, ci sono problemi con le strumentazioni di Medhin , con gente un attimino rozza; ma alla fine tutto va per il meglio.
Ci perdiamo in chiacchiere con vecchi e nuovi amici e, a notte fonda, si parte per Roma.
Inutile dirvi che la promessa “Dai, ti faccio compagnia” è durata il tempo del rapporto sessuale di un coniglio. Appena finita la vista del Trasimeno, svengo, svegliandomi nei pressi della casa che mi darà ospitalità.
6 Agosto.
La giornata meriterebbe un post a parte. Se sarò ispirato lo scriverò.
7 Agosto.
Ebbro dell’esperienza del giorno precedente, ci si sveglia per andare a comprare le poche cose che ci occorrono per il campeggio.
Usciamo di casa verso le 10, dando l’appuntamento alla Sig.ra Katchinson per il pranzo.
Rientriamo profeticamente alle 18,30.
Spilucchiamo qualcosa (tipo una fettina impanata e dell’insalata), ci cambiamo e ci fiondiamo ad Ariccia, per la SagraDeiMaialiMicroclimatici (razza sconosciuta ai più).
Qui, tra schifezze di vario genere (tra cui della benzina agricola colorata di rosso che ci viene spacciata per “Vino della Casa”, ed essendo la ”Casa” sui Castelli Romani, dovrebbe essere “Vino dei Castelli Romani”.L’unica cosa che ha, dei castelli, è l’odore di muffa.)
allegramente chiacchieriamo, gelatiamo, caffettiamo, passeggiamo, e poi ognuno in fondo per i fatti suoi.
Chè domani si parte!
8 Agosto
Riporto conversazione antecedente al giorno in questione :
- Quanto ci vuole per Civitavecchia?
- Massimo un’ora e mezza
- Quindi se la nave è alle ottemmezza, partiamo alle sei?
- Ma no! A quell’ora non troviamo neanche traffico, partiamo alle sei e mezza!!
Inutile dirvi che siamo partiti alle sei e quaranta e siamo arrivati alle ottedieci al porto, con un’entrata alla Bo e Luke.
Io ho ricominciato a parlare e respirare quando siamo arrivati sul ponte della nave, perché avrei rischiato di fondere il parabrezza, se avessi espresso quello che mi passava per la testa.
Comunque siamo partiti!
Strano viaggiare di giorno.
O meglio, strano viaggiare SOLO di giorno.
I miei viaggi iniziavano alle sei del pomeriggio per terminare alle dodici del giorno dopo.
E’ chiaro che uno si sente un emigrante, arrivi a destinazione che puzzi di salsedine come la bolena di una nave pirata, e sei appiccioso come un lecca lecca dato in mano ad un bimbo di due anni (ovvero, lo tiene in mano, lo lecca due volte, e poi tenta di farne un arto artificiale, stringendolo nel pugno, ma guardandosi ATTENTAMENTE dal farne un corretto utilizzo. Che poi sarebbe quello di leccarlo).
Comunque, arrivo in Sardegna, ma è l’ora di pranzo, e non posso riempirmi il cuore e i polmoni dei suoi profumi. L’aria è troppo calda e sonnacchiosa, ho bisogno dell’aria frizzante del mattino.
Partiamo verso Sassari: il non programma prevedeva
- zona Stintino (ma lì non esistono campeggi)
- zona Villasimius (ma lì c’è troppa gente)
- zona Arbatax (ma lì ho troppi parenti)
Quindi, appena usciti da Sassari, ci avviamo a Platamona e ci fermiamo nel primo campeggio utile.
Ci sentiamo molto fighi perché ci mettiamo circa 40 minuti per sistemare tutto (tenda, materassini gonfiati da provvidenziale pompa elettrica, bagagli suddivisi in due parti – il mio cumulo e l’ordinatissimo armadio della controparte), e poi partiamo all’esplorazione…
Piccoli flash dei giorni successivi :
Il campeggio è bello, abbiamo due vicini bresciani gentilissimi, con lei che ci fa da mamma (ci presta di tutto e l’ultimo giorno ci prepara anche la colazione), a fianco una famiglia di francesi che dicono solo “merde e putaine”, dietro due ragazze che sembrano schive ma poi risultano simpatiche, a fianco a loro “er mutanda”, un ragazzo di Torino perennemente mutandato, dall’altra parte padre e figlia romani (Maurizio e Ludovica), molto simpatici (Dialogo –IO: ma tu che lavoro fai? Lui: Installo impianti Audiometrici IO : Ah…(pausa)…(mumble mumble)…e cioè? Lui: Metto apparecchi acustici), un po’ più avanti un ragazzo Lucano di nome Mimmo che lavora per gente che conobbi tanti anni fa, e poi i Sassaresi che ci rubano il tavolo e l’animazione stroncata al primo approccio e l’ustione (delicata ma sincera) e la cinese tatuaggiomattaggio che mi pratica un massaggio mentre in spiaggia spira il vento, facendomi un mattaggioconpeeling, e i candelieri a Sassari e mangiare il torrone morbido sardo (una delle sette meraviglie dei diabetici) e Alghero piena come si fosse al Motor Show, e le scogliere e Stintino e La Pelosa.
EeehLa Pelosa.
Non è una donna irsuta, è il nome di una spiaggia di Stintino.
Che chiamarla spiaggia è riduttivo.
Per chiarezza: fate conto che Berlusconi abbia una piscina a casa sua circondata da una spiaggia e con una torre saracena nel mezzo, che a volte è collegata dalla spiaggia principale da un istmo spiaggioso.
Se si trovasse a casa di Berlusconi, l’unico scopo della mia vita sarebbe cagare sulla sabbia limpida, andare ad una festa universitaria con ettolitri di coca buton e poi far passare tutti i partecipanti a vomitare sulla torre .
Perché fare la pipì in acqua non sarebbe corretto.
Ma essendo una spiaggia reale…insomma, siete ancora lì??
Forza, tutti a fare i biglietti per la Sardegna!
E’ da vedere, ve l’assicuro (ndm- trascuriamo il fatto che ad agosto la concentrazione di gente è pari all’Aquafan di Riccione, e nonostante ciò ilcolore dell’acqua resta fantastico).
E poi Valeria e le gemelline e Leon il suo bulldog che fa il rumore di una lavatrice e una caffettiera, e che mi si voleva fare (ma si vuole fare qualsiasi cosa…al momento ha come amante un cuscino) e poi Arbatax e il battesimo con 90 invitati fatto in casa (!!) di parenti, mia cugina che ha un accento bergamasco con cadenza sarda, mio cugino che parla come la Marini, e il campeggio che fa schifo con un cane cagacazzo che girava con una palla in bocca (ndm - una notte ho sognato di sostituire la palla con una boccia in ferro, così si sgretolava i dentini e non spaccava più i marroni alle 7 del mattino) e incontrare Steppo & friends, e la ricotta rubata (Io- vuoi assaggiare? Lui- Ma sì – e così facendo prendeva circa un etto di ricotta e l’addentava, mentre gli altri 40 gr li avevamo mangiati in quattro…evviva il rispetto per gli altri), e la gita in barca, e la mia grotta e Goloritzè.
Cala Goloritzè.
Detta anche “is pulicis de nii” (ndm – le pulci di neve)
Un altro gioiello (non come la Pelosa, che qui si risente del sovraffollamento).
Arrivare in questa spiaggia è un’impresa…funziona così: si sale sopra Baunei a circa 500 mt sul livello del mare, e poi si scende cantando canzoni e fischiettando.
Si arriva al mare (nella migliore delle ipotesi) con le dita dei piedi sbucciate o qualche graffietto.
Ci si fa il bagno, godendo assai, si mangia e poi ci si riposa all’ombra (se si trova posto).
Alle tre si riparte. Verso il Golgota.
Non è una passeggiata, è un castigo divino.
Un girone dantesco.
“Tu che del mar godesti, or tornerai avvolto in triste vesti, lacero e sanguinante forse arriverai ansante”.
Sarebbero versi azzeccati.
Ma noi, gli stakanov delle vacanze (ma de che), la sera andiamo anche a mangiare il pesce fino a stare male (qualità ottima, prezzi modici) e a mezzanotte ci si imbarca per il triste rientro.
Cosa porto con me:
le dita dei piedi sbucciate
un’abbronzatura fragorosa (talmente figa che la sento urlare!!)
l’immagine di Valeria alle prese con le gemelle
il mare, in generale
la stupida visuale dall’apertura della tenda in campeggio
un cd di Cremonini (eh sì, e non mi vergogno a dirlo) comprato da un senegalese con il quale ho parlato in sardo
due braccialetti intrecciati comprati da un portoghese che viveva in campeggio e si pagava il soggiorno facendo braccialetti (un sogno, per me)
i miei colleghi del Villaggio Perdepera (sono riusciti a farmi piangere anche questa volta)
e poi l’odore di eucalipto, mirto e liquirizia che tanto mi inebria
insomma,
porto nel cuore la mia terra.
perché, anche se ho le vocali larghe e parlo come Macario, sono e rimango sardo.
piesse...il libro di Matteo B. Bianchi l'ho trovato a Roma Termini.
Logicamente l'ho finito nella tratta Roma Torino.