Archiviato il lunedì, 08 ottobre 2007 in:
elucubrazioni,
sick sad world
Ebbene sì...
Avevo detto che non l'avrei rifatto, invece ...
Per questo devo ringraziare la coordinatrice dei corsi che ha mosso la mia pietas, facendomi vedere gli "indici di gradimento" dei docenti da parte degli studenti e parlandomi dei "casi difficili" (termine rubato dal vocabolario di un esperto del settore recupero umani) presenti nella classe.
Comunque, questa mattina ho avuto la quarta e quinta ora di lezione del corso "diritto e dovere" (dovrei chiedere perchè si chiama così) ... i ragazzi sono gli stessi dell'anno scorso, con l'aggiunta di due elementi (e mai termine fu più appropriato), uno di genere maschile e l'altro femminile.
Alessandro è un ragazzone di 100 kg circa, perennemente con un berretto calcato in testa (che prontamente ho fatto togliere all'ingresso in aula, sollevando un suo "minchiaprof, manonlovvedecomecihoicapelli?"), che racchiude in se la fiera delle vanità...figlio di genitori benestanti e totalmente assenti dalla vita del figlio. Il ragazzotto (che si ingozza di tronky ed estatè) gioca a tennis, va in ferie da solo e millanta di aver fatto 4 anni di liceo classico.
Il che corrisponde a realtà.
Peccato che abbia fatto 2 volte il ginnasio.
E' un ragazzo pieno di sè e fastidioso all'inverosimile...lo "stronzo nascosto" che sobilla gli altri, riuscendo a restare pulito.
Vanessa è ...come dire....ehm...diciamo che è come se non ci fosse; vi cito un emblematico dialogo :
Io : E tu Vanessa, che scuole hai fatto?
V : Il Beccaria
Io : Ah...e che istituto è?
V : No, sono le superiori
Io : Sì, ma che indirizzo hanno?
V : Eh, la via non me la ricordo
(risate dei compagni)
V : (alla classe) oh, mi accompagnava mia madre, non lo so l'indirizzo...
Io : No, Vanessa, non mi sono spiegato...è un liceo, una ragioneria...che tipo di scuola?
V : ah...è un tecnico.
Io : ...
V : ...
Io : Tecnico de che?
V : Tecnico turistico
Quindi due "inserimenti" da applauso!
Però...oggi la giornata ha preso una strana svolta.
Dopo aver sbraitato e minacciato e spostato i vari alunni per cercare di dividere (con scarso successo) i gruppi di disturbo, quando, verso fine lezione, stremato dalle due ore e dal mal di testa cercavo di compilare le varie scartoffie, lo sbruffonemassimo della classe, ovvero Carlo, si è avvicinato a seduto a fianco a me alla cattedra.
C: Prof, lo sa che oggi ho cioccato (ndM : litigato) con la Prof M?
Io : No, che è successo? (in reAltà sapevo tutto...durante la verifica di matematica, si è alzato e ha iniziato a sbraitare verso la docente dicendo che chiedeva cose che non aveva mai spiegato e chiudendo tutto urlandole "RINCOGLIONITA").
C : No...ho dato della rincoglionita alla Prof...
Ne è seguita una bella chiacchierata a due, che pensavo non avrebbe comunque sortito nessun effetto.
La campanella suona e tutti quanti escono.
Finisco di compilare le scartoffie ed esco anche io; incrocio Carlo che esce da un'aula, la testa bassa e la camminata veloce : "Arrivederci Prof, grazie".
Apro la porta dell'aula e la Prof M (per dirla con parole sue) era seduta alla cattedra con uno sguardo sbigottito.
Io : Ciao, tutto bene?
Prof M : Sì...sono sconvolta
Io : Cioè, che ha fatto Carlo??? L'ho visto uscire, devo andare a prenderlo???
Prof M : Si è seduto e mi ha chiesto scusa...
Ovviamente i nomi sono di fantasia, ma solo i nomi.
maumaicomeieri @ ottobre 08, 2007 19:28 | commenti:
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Archiviato il sabato, 06 ottobre 2007 in:
elucubrazioni
Non ho mai aspettato il sabato sera con ansia, non ho mai avuto un lavoro che mi impegnasse dal lunedì al venerdì così tanto da obbligarmi ad attendere con impazienza il weekend.
Il mio tempo è sempre stato sfasato rispetto alla normalità altrui, a causa del mio lavoro.
C'è stato un unico periodo dela mia vita, in cui il sabato sera era il momento per me, per i miei amici, per la mia vita.
Ma è durato poco, molto poco. E così ora sono qui, nella "mia" camera, con le Amiina che suonano nel lettore cd ... gli apici non sono affatto casuali; a volte penso che questa vita non mi appartenga, che, anche questa volta, mi sono trovato a far parte di un gioco che non volevo, ma essendoci in mezzo, devo giocare.
E non mi interessa vincere, non voglio arrivare primo.
Sono abituato ad arrivare secondo, non ho mai voluto sfide con nessuno, perchè non mi interessa dimostrare agli altri di riuscire...sarò egocentrico, ma le cose voglio dimostrarle solo a me stesso.
E così, mi ritrovo tra le mani un sabato sera che avrei potuto costruire con gli amici, o con una persona speciale, ma sono troppo stanco per affrontarlo.
Mi metterò sotto le lenzuola con il libro del momento (Un giorno tutto questo dolore ti sarà utile) a leggere la fine della storia.
A versare due lacrime inutili, così come è inutile questo post.
Ma avevo voglia di urlare, questa sera, e non lo posso fare.
maumaicomeieri @ ottobre 06, 2007 21:32 | commenti:
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