La Parrucchiera
Archiviato il mercoledì, 25 aprile 2007 in: musica, elucubrazioni
So I put my arms around you around you
And I know that I'll be living soon
And I know that I'll be living soon
Sono molte le canzoni che mi provocano la ormai conosciuta "pelled'ocadiffusa", ma l'effetto che questa straziante frase provoca sul mio sistema nervoso è molto più incisivo; inizio a piangere profusamente manco fossi un'anonima madonna di creta in attesa dei 15 minuti di celebrità.
Questa canzone è legata ad un ricordo incancellabile.
La mattina del 21 agosto 2003, mentre riposavo nel mio lettino nei sotterranei del villaggio turistico in cui lavoravo, completamente preso da un sogno in cui una persona molto cara mi faceva delle raccomandazioni su quale reazione avrei dovuto avere appena mi fosse giunta una notizia (senza specificare quale), bussarono alla mia porta.
Mi svegliai e chiedendo "chi è", automaticamente aprii la porta e mi trovai davanti la mia collega-amica-pseudomamma Gianna.
Non c'era bisogno di parlare per capire cosa fosse successo, ma chiesi lo stesso
- Ciao Gianna, cosa c'è?
- Ciao Mauri...è successo, fatti forza...ha chiamato tua sorella 10 minuti fa
- Grazie Gianna...cosa devo fare?
- Fai quello che ti senti...se vuoi ti fai una doccia, e poi vieni su, se hai voglia ... o se vuoi stare da solo, fai pure...io vado a mettere su la caffettiera...
La notizia della morte di mio padre non mi coglieva per nulla impreparato; sapevo che le sue condizioni erano ormai gravi, tanto che mia sorella mi aveva raccomandato di partire appena possibile.
Avevo fatto i biglietti per il lunedì, ma mio padre (imprevedibile come sempre) aveva deciso di andarsene prima.
Seguii il consiglio di Gianna.
Mi sedetti sul letto, gambe incrociate, senza riuscire a piangere, senza riuscire a pensare a nient'altro se non a "bastardo, non ti sei fatto salutare".
Agendo come un automa mi misi a rovistare tra i cd, estraendone uno di Elisa.
Schiacciando sul tasto skip, arrivai a sentire il pianoforte di inizio canzone e, seduto sul letto ascoltai quella canzone per non so quante volte, con le lacrime che mi bagnavano la maglietta e la tristezza consapevole che mio papà non l'avrei mai più abbracciato.
Il post voleva essere un resoconto del concerto di Elisa al Pala Isozaki, ma oggi va così...
Questa canzone è legata ad un ricordo incancellabile.
La mattina del 21 agosto 2003, mentre riposavo nel mio lettino nei sotterranei del villaggio turistico in cui lavoravo, completamente preso da un sogno in cui una persona molto cara mi faceva delle raccomandazioni su quale reazione avrei dovuto avere appena mi fosse giunta una notizia (senza specificare quale), bussarono alla mia porta.
Mi svegliai e chiedendo "chi è", automaticamente aprii la porta e mi trovai davanti la mia collega-amica-pseudomamma Gianna.
Non c'era bisogno di parlare per capire cosa fosse successo, ma chiesi lo stesso
- Ciao Gianna, cosa c'è?
- Ciao Mauri...è successo, fatti forza...ha chiamato tua sorella 10 minuti fa
- Grazie Gianna...cosa devo fare?
- Fai quello che ti senti...se vuoi ti fai una doccia, e poi vieni su, se hai voglia ... o se vuoi stare da solo, fai pure...io vado a mettere su la caffettiera...
La notizia della morte di mio padre non mi coglieva per nulla impreparato; sapevo che le sue condizioni erano ormai gravi, tanto che mia sorella mi aveva raccomandato di partire appena possibile.
Avevo fatto i biglietti per il lunedì, ma mio padre (imprevedibile come sempre) aveva deciso di andarsene prima.
Seguii il consiglio di Gianna.
Mi sedetti sul letto, gambe incrociate, senza riuscire a piangere, senza riuscire a pensare a nient'altro se non a "bastardo, non ti sei fatto salutare".
Agendo come un automa mi misi a rovistare tra i cd, estraendone uno di Elisa.
Schiacciando sul tasto skip, arrivai a sentire il pianoforte di inizio canzone e, seduto sul letto ascoltai quella canzone per non so quante volte, con le lacrime che mi bagnavano la maglietta e la tristezza consapevole che mio papà non l'avrei mai più abbracciato.
Il post voleva essere un resoconto del concerto di Elisa al Pala Isozaki, ma oggi va così...
maumaicomeieri @ aprile 25, 2007 00:36 | commenti: commenti (6)(popup)

