Archiviato il giovedì, 01 febbraio 2007 in:
elucubrazioni,
sick sad world
Tentava di leggere le notizie sul giornale, ma il tremolio dell'autobus non gli permetteva di mettere a fuoco le lettere stampate.
- 'sti cazzo di sanpietrini
pensava, senza rendersi conto che evidentemente non era i rollìo del 4 a non permettergli di leggere, quanto la mezza bottiglia di coca buton scolata a casa di F .
- dai, ci facciamo un goccetto?
questa era la frase di inizio giornata.
una semplice camicia di cotone da uomo buttata inavvertitamente sulle spalle, una maglietta bianca sotto, un paio di jeans sdruciti, i capelli raccolti.
F è così, bellissima senza curarsi, la E larga milanese
fa impazzire.
-ok, ma non posso bere troppo che tra un pò ho un appuntamento importante
-ancora con l'analista? G, lascia stare, non ne vale la pena...le tue turbe sono assolutamente normali..sigarEtta?
- cacchio, ci mancava l'incidente
l'autobus era bloccato in mezzo alla strada.
una signora discute animatamente con un vigile e un extracomunitario e due macchine bloccavano la via.
sembra che si stiano baciando, sono così tenere.
che carine...
-perchè ride? le sembro ridicolo?
l'uomo di fronte a lui lo guardava da dietro gli occhiali, la faccia leggermente piegata in avanti, le sopracciglia che convergevano al centro, la fronte aggrottata.
- come scusi?
- sì, l'ho vista che ridacchiava, pensa che sia stupido? è davvero incredibile...
- stavo guardando fuori dal finestrino e ho sorriso perchè...
- certo, una giustificazione continua...che brutta generazione, a trentanni siete ancora dei bambini e vi divertite a giudicare gli altri pensando di potervelo permettere, ma ci arriverà anche lei alla mia età, sa?
- è quello che dice sempre mia madre "guarda che ci arriverai anche tu alla mia età"
F è seduta sul divano, i piedi scalzi incrociati, il bicchiere in una mano e la canna spenta nell'altra.
riesce ad imitare la voce della madre perfettamente, la voce da vecchia arpìa che ha la signora M, figlia della guerra e di una generazione che, secondo F,
- ha perso troppo tempo a lavorare e fare figli e non si è goduta niente
- beh, cerca di capirla . sei andata via da milano che eri una ragazzina, te ne sei venuta qui a cercare lavoro. quanti anni avevi quando sei arrivata qui?
- diciottemmEzzo, non ero una ragazzina
- secondo lo stato no, ma per la tua mamma lo sarai sempre. pensa che mia madre
- eddai, pure tu con sta storia! a volte penso che tu sia uscito direttamente dal dopoguerra, tanto sei antico.
dì, ti chiamerai mica Bonaventura, di cognome
F ride a crepapelle.
la guardo come guardo il mio analista, entrambi non riescono a prendermi sul serio, tanto che anche io fatico a capire se le cose che mi escono dalla bocca siano frutto del mio cervello o solo delle convinzioni che mi mettono in testa gli altri
- F, non sei per un cazzo simpatica
- qui comincia l'avventuraaaa....te la ricordi la canzoncina?
- sì, me la ricordo, F piantala, non è divertente
- dai, tira fuori l'assegno da unmilione
mentre lo dice mi accarezza i capelli, ma ormai mi sono irrigidito, non reggo più
-un milioncinotondotondo per la tua amichetta
- F dai, basta
mi pulsano le vene in testa, la testa sta per esplodere.
F mi guarda dal basso mentre mi alzo
- dai, non andare via, signor Bonaventura, adesso prendo il grammofono e ci ascoltiamo i tulipani delle sorelle Lescano...parlano d'amooooore
- ma non sono più capaci a provarlo l'amore. si prendono e si lasciano peggio dei cani. ah, se avessero vissuto quello che abbiamo vissuto noi
la signora in piedi piena di borse della spesa fatta a Porta Palazzo annuisce roteando gli occhi
guardo impietrito la scena che aveva scatenato una mia risatina. dovrei sentirmi in colpa?
- guardi che insisto che non ridevo di lei
- certo, tanto con le scuse pensate di risolvere tutto, perchè la vita VOI l'avete avuta semplice
il pulsante rosso, lo premo.
mi alzo e scendo di corsa, mentre il signore sull'autobus continua a lamentarsi e la signora delle borse mi fotte il posto in un battibaleno, continuando ad annuire manco fosse una bambola a molla.
respira forte con il naso respira profondo con il naso riempi i polmoni che ti sta venendo una crisi d'ansia cazzo cazzo
- PORCA TROIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
urlo e lo stomaco si svuota
- cazzo ti urli, ti sei rincoglionito? sono le dieciemmEzza, siamo in un palazzo, pirla!
F si è alzata e mi sta di fronte, il bicchiere in una mano, la canna che nel frattempo si è accesa e fuma
- hai sempre queste reazioni? dai, adesso ti faccio un massaggino e vedrai...
non so cosa avrei dovuto vedere, ma la sua faccia si è trasformata nell'urlo di munch
-ma noooooooo, cara, non fare quell'espressione.
sai che quel quadro l'hanno rubato?
no, ma tu non ti interessi di arte è roba da vecchi
è strano vedere una persona che non riesce a respirare. all'inizio apre la bocca e strabuzza gli occhi, poi cerca di liberarsi da quello che blocca il flusso d'aria, se non ci riesce inizia a dimenarsi e tentare di strappare, tirare, deglutire.
F mi piantava le unghie nella carne
- cazzo F, mi fai male
il suo colore stava cambiando, fortuna che le pestavo i piedi, sennò mi avrebbe sicuramente preso a calci
- quand'ero bambino una mia amichetta aveva iniziato a chiamarmi bombolo, perchè ero rubicondo, la gioia della mamma.
F strabuzza gli occhi, e un rivolo di saliva esce dalla bocca
- ho fatto una settimana in casa, senza tv e con un medico che veniva a visitarmi tutti i giorni. solo perchè mi avevano interrotto mentre le ficcavo in bocca una barbie.
gliel'avevo detto che doveva finirla, ma non mi ascoltava.
piano piano la tensione si affievolisce, il bicchiere e la canna sono caduti da un pezzo.
- non puoi addormentarti così, ti sto raccontando delle cose importanti CAZZO!
niente da fare, è stanca.
mentre lei dorme io mi bevo un pò di coca buton. non è l'alcolico che preferisco, ma F si ostina a comprare solo questo.
F non è una brava padrona di casa, proprio per niente.
Dopo un quarto d'ora e mezza bottiglia di coca buton esco di casa, chè lei se la dorme ancora.
- ciao cara, me ne vado
cacchio, non ha una bella cera, però.
ma, come dice mia nonna, una bella dormita risolve tutti i mali.
-sì, una bella dormita, è quello che ci vuole
sono piegato in due, ansante. la crisi è passata ma mi sento spossato.
Decido di non prendere l'autobus, voglio evitare qualsiasi incontro.
E poi ho l'appuntamento dall'analista, se trovo un altro incidente sono fottuto.
Sì meglio vada a piedi.
E quando finisco chiamo F, vediamo se stasera ha voglia di andare al cinema.
maumaicomeieri @ febbraio 01, 2007 16:21 | commenti:
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