Un piccolo insegnAnte di provincia
La mia seconda lezione:
due ore davanti ad un pc collegato ad un videoproiettore che proietta le mie operazioni su uno schermo, a parlare ad una classe di trentenni o giuddilì, che pesano e ascoltano e osservano e giudicano.
Dopo due ore di lezione, la proposta di un pranzo con loro, o almeno con una parte di loro.
Accettato nel branco...poi la richiesta di "fare delle verifiche semplici" e la promessa "tanto ti corrompiamo, ti portiamo a cena fuori con noi, andiamo a ballare, andiamo al cinema...".
Mhhh...dubbio sull'accettazione; solo un subdolo modo per comprarmi??
Vi dirò...
Uscito dalla lezione, arrivato alla stazione di Porta Susa, vedo una gigantesca M rossa campeggiare (ndm - la stessa lettera che, ragazzino a Milano, credetti fosse una segnalazione del mecdonald).
LA FANTASMAGORICA ECCEZIONALE METROPOLITANA DI TORINO !!!
Come evitarsi un girettino??
Tre fermate, solo per il gusto di :
D " minchia, ma tu l'hai presa la metro? "
R " Minchiasì "
D "Minchia mallhai visto che non c'è il conducente? "
R "Minchiaoh, sembrano le montagne russe! "
(ndm : i torinesi si stupiscono molto delle novità cittadine...figuratevi io, povero provinciale).
Comunque, entro nella stazione (stazione linda, con schermi che proiettano immagini da film, immagini di partenze e arrivi ), mi avvio a quellecosecheimpedisconodientraresenonhaiilbiglietto, tremolante, estatico con il mio biglietto in mano.
Infilo il biglietto.
Si apre la porta, un mondo nuovo, una voce suadente nel cervello che mi invita ad entrare.
Ma il biglietto non esce.
"Chiamare l'assistenza con l'interfono dell'atrio" recita un avviso, valido per gli sventurati come me ai quali il fato nella forma di macchinetta automatica vuole rovinare la goduria di cotanta esperienza.
Sì, ma dove cazzo è l'atrio?? E l'interfono??
Mentre mi rigiro nella stazione deserta compare un angelo in divisa da operatore/guardia/assistente universale.
Sorrido e chiedo :
"Scusi, se il biglietto resta incastrato nella macchinetta?? "
"Eh, le fanno la multa... "
(Spiritoso, il giovine)
"Non si preoccupi, ci penso io"
Quindi estrae il bazooka e fa fuoco sulla macchinetta, spegne le fiamme con l'estintore e mi rende il mio biglietto
"E' un pò sbruciacchiato, ma se le contestano qualcosa, dica che abbiamo dovuto effettuare l'operazione3"
"Operazione 3?? "
"No, lo deve dire tuttattaccato ... operazionetré!...provi, che se lo dice male capiscono altro e la mettono dentro per atti sovversivi contro la metropolitana... "
"Operazionetré...va bene ? "
"Ottimo, e spero che abbia gradito i servizi dell'assistenza GTT", e detto ciò corre via a gambe levate, lasciandomi solo, davanti ad un mozzicone di metallo fumante, con un pezzo di carta sbruciacchiato tra le mani.
Riprendo la via per i binari, e arrivo davanti al contenitore Tupperware che avvolge la Metro, impedendo ai potenziali suicideguys di accedere direttamente ai binari.
Mi posiziono in prima fila, guardando furtivo che nessuno mi rubi il posto davanti.
Ma peno per niente, perchè sono SOLO!
E'la prima volta che prendo la metropolitana a Torino, ma soprattutto è la prima volta che prendo la metropolitana di giorno e non c'è la ressa, sono completamente solo.
Arriva il treno, e sembra il treno della Mattel...non sembrano vagoni "veri", sembra tutto miniaturizzato.
Salgo e mi posiziono in prima fila, dove normalmente c'è il conducente; ma qui il conducente (come saprete se avete cliccato sul link sopra) non c'è.
Si abbassa la sbarra di protezione e parte il giro...le discese ardite e le risalite uno due tre giri della morte una curva a destra e una a sinistra oddio andiamo a sbattere e la corsa termina.
Scendo dal treno madido di sudore e faccio l'esperienza in senso opposto, stazionando in piedi nell'ultimo vagone e guardando la strada che si scioglie dietro.
Arrivo a Porta Susa e scendo, pieno di emozioni per la nuova esperienza.
Mi avvicino a quellecosechetifannousciresetiavvicini, ma non si apre nulla.
Controllo la lucina. E' verde.
Mi sposto su un'altra. Niente.
Le controllo tutte. Niente, sono imprigionato nella metro.
"stecazzo di macchine"
Mi sento toccare sulla spalla, mi giro e dietro di me ci sono tre umanoidi in divisa da operatore/guardia/assistente .
"allora?? "
"operazionetréoperazionetréoperazionetré..." dico velocemente loro mostrando tremolante il biglietto, con espressione di terrore negli occhi.
"Ok, non è lui" e così dicendo fuggono veloci, ognuno in direzione diversa, lasciandomi davanti ad una schiera di quellecosechetifannousciresetiavvicini, spalancate.
Arrivo in superficie, respiro l'aria calda di questa giornata afosa di Torino, più volte.
Poi mi avvio verso la macchina e con la macchina verso Carmagnola, con la radio a palla.
"Viaggerò per il mareoceano, a cavallo delle correnti... "
Strana città, Torino.
