Un piccolo insegnAnte di provincia

Archiviato il martedì, 20 giugno 2006 in: elucubrazioni

La mia seconda lezione:

due ore davanti ad un pc collegato ad un videoproiettore che proietta le mie operazioni su uno schermo, a parlare ad una classe di trentenni o giuddilì, che pesano e ascoltano e osservano e giudicano.

Dopo due ore di lezione, la proposta di un pranzo con loro, o almeno con una parte di loro.

Accettato nel branco...poi la richiesta di "fare delle verifiche semplici" e la promessa "tanto ti corrompiamo, ti portiamo a cena fuori con noi, andiamo a ballare, andiamo al cinema...".

Mhhh...dubbio sull'accettazione; solo un subdolo modo per comprarmi??

Vi dirò...

Uscito dalla lezione, arrivato alla stazione di Porta Susa, vedo una gigantesca M rossa campeggiare (ndm - la stessa lettera che, ragazzino a Milano, credetti fosse una segnalazione del mecdonald).

LA FANTASMAGORICA ECCEZIONALE METROPOLITANA DI TORINO !!!

Come evitarsi un girettino??

Tre fermate, solo per il gusto di :

D " minchia, ma tu l'hai presa la metro? "

R " Minchiasì "

D "Minchia mallhai visto che non c'è il conducente? "

R "Minchiaoh, sembrano le montagne russe! "

(ndm : i torinesi si stupiscono molto delle novità cittadine...figuratevi io, povero provinciale).

Comunque, entro nella stazione (stazione linda, con schermi che proiettano immagini da film, immagini di partenze e arrivi ), mi avvio a quellecosecheimpedisconodientraresenonhaiilbiglietto, tremolante, estatico con il mio biglietto in mano.

Infilo il biglietto.

Si apre la porta, un mondo nuovo, una voce suadente nel cervello che mi invita ad entrare.

Ma il biglietto non esce.

"Chiamare l'assistenza con l'interfono dell'atrio" recita un avviso, valido per gli sventurati come me ai quali il fato nella forma di macchinetta automatica vuole rovinare la goduria di cotanta esperienza.

Sì, ma dove cazzo è l'atrio?? E l'interfono??

Mentre mi rigiro nella stazione deserta compare un angelo in divisa da operatore/guardia/assistente universale.

Sorrido e chiedo :

"Scusi, se il biglietto resta incastrato nella macchinetta?? "

"Eh, le fanno la multa... "

(Spiritoso, il giovine)

"Non si preoccupi, ci penso io"

Quindi estrae il bazooka e fa fuoco sulla macchinetta, spegne le fiamme con l'estintore e mi rende il mio biglietto

"E' un pò sbruciacchiato, ma se le contestano qualcosa, dica che abbiamo dovuto effettuare l'operazione3"

"Operazione 3?? "

"No, lo deve dire tuttattaccato ... operazionetré!...provi, che se lo dice male capiscono altro e la mettono dentro per atti sovversivi contro la metropolitana... "

"Operazionetré...va bene ? "

"Ottimo, e spero che abbia gradito i servizi dell'assistenza GTT", e detto ciò corre via a gambe levate, lasciandomi solo, davanti ad un mozzicone di metallo fumante, con un pezzo di carta sbruciacchiato tra le mani.

Riprendo la via per i binari, e arrivo davanti al contenitore Tupperware che avvolge la Metro, impedendo ai potenziali suicideguys di accedere direttamente ai binari.

Mi posiziono in prima fila, guardando furtivo che nessuno mi rubi il posto davanti.

Ma peno per niente, perchè sono SOLO!

E'la prima volta che prendo la metropolitana a Torino, ma soprattutto è la prima volta che prendo la metropolitana di giorno e non c'è la ressa, sono completamente solo.

Arriva il treno, e sembra il treno della Mattel...non sembrano vagoni "veri", sembra tutto miniaturizzato.

Salgo e mi posiziono in prima fila, dove normalmente c'è il conducente; ma qui il conducente (come saprete se avete cliccato sul link sopra) non c'è.

Si abbassa la sbarra di protezione e parte il giro...le discese ardite e le risalite uno due tre giri della morte una curva a destra e una a sinistra oddio andiamo a sbattere e la corsa termina.

Scendo dal treno madido di sudore e faccio l'esperienza in senso opposto, stazionando in piedi nell'ultimo vagone e guardando la strada che si scioglie dietro.

Arrivo a Porta Susa e scendo, pieno di emozioni per la nuova esperienza.

Mi avvicino a quellecosechetifannousciresetiavvicini, ma non si apre nulla.

Controllo la lucina. E' verde.

Mi sposto su un'altra. Niente.

Le controllo tutte. Niente, sono imprigionato nella metro.

"stecazzo di macchine"

Mi sento toccare sulla spalla, mi giro e dietro di me ci sono tre umanoidi in divisa da operatore/guardia/assistente .

"allora?? "

"operazionetréoperazionetréoperazionetré..." dico velocemente loro mostrando tremolante il biglietto, con espressione di terrore negli occhi.

"Ok, non è lui" e così dicendo fuggono veloci, ognuno in direzione diversa, lasciandomi davanti ad una schiera di quellecosechetifannousciresetiavvicini, spalancate.

Arrivo in superficie, respiro l'aria calda di questa giornata afosa di Torino, più volte.

Poi mi avvio verso la macchina e con la macchina verso Carmagnola, con la radio a palla.

"Viaggerò per il mareoceano, a cavallo delle correnti... "

Strana città, Torino.

maumaicomeieri @ giugno 20, 2006 19:14 | commenti: commenti (8)(popup)

mAldipanciadiffuso

Archiviato il sabato, 17 giugno 2006 in: elucubrazioni, comunista

La giornata è di quelle.

Di quelle che ti svegli felice e soddisfatto, e il motivo non lo conosci.

Di quelle che sembra che il mondo ti sorride, e tu sorridi al mondo.

Di quelle che sei cosciente sia buona perchè hai staccato dalla situazione che ti angoscia per due giorni.

Di quelle che poi basta un nonnulla per stuprarle, cambiarne il significato, e far vedere vani tutti i sorrisi che hai fatto.

Uff....

Ancora nessuno ha fermato nulla.

Sarà che devo resistere resistere resistere, come dice qualche compagno?

mAh.

maumaicomeieri @ giugno 17, 2006 18:33 | commenti: commenti (4)(popup)

FermAte tutto

Archiviato il lunedì, 12 giugno 2006 in:

voglio scendere.

 

maumaicomeieri @ giugno 12, 2006 18:15 | commenti: commenti (5)(popup)

Stato e religione

Archiviato il mercoledì, 07 giugno 2006 in: comunista

Religione come oppio dei popoli.

Religione che si sostituisce allo Stato e alla società civile.

Una sorta di integralismo sarebbbe forse gradito a questo Stato Pontificio che salta fuori direttamente dall'epoca della Santa Inquisizione.

Da "La Repubblica"

Nuovi attacchi dal Pontificio consiglio per la famiglia
in un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana"
Pacs, aborto e fecondazione
Per il Vaticano è "l'eclissi di Dio"

Indice puntato anche contro omosessualità e contraccezione

CITTÀ DEL VATICANO - "E' l'eclissi di Dio" alla radice della "profonda crisi della verità" che ispira leggi che tendono a riconoscere "coppie insolite" formate "da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie". In un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana" il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi su Pacs, aborto, contraccezione, e ricerca su cellule embrionali.

"Mai come ora l'istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti. E' in atto un cambiamento nel modello di famiglia e di coniugalità", sottolinea il dicastero, e "guardando ai mezzi a cui si ricorre per evitare di avere figli, mezzi che includono non solo la contraccezione, ma anche l'aborto, appare chiara l'eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile".

Il Vaticano punta l'indice contro le correnti radicali. "In questo clima culturale le grandi sfide alla famiglia e alla procreazione responsabile si fanno sempre più minacciose su due fronti, contro la famiglia - si legge nel documento - poiché l'uomo viene concepito solo come individuo, una sorta di Robinson Crusoe, e contro la procreazione responsabile poiché l'uomo così concepito deve tentare tutte le possibilità della scienza e della tecnica per la produzione di un uomo nuovo".

"Coppie insolite". Il cardinale Truillo lancia così l'allarme per il "manifestarsi dell'apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie, reclamano persino il diritto di adozione. Donne che vivono una unione lesbica rivendicano gli stessi diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all'impianto embrionale". "Inoltre - annota il porporato - si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare".

"Aborto, delitto abominevole". "Oggi si pretende di banalizzare in qualche modo l'aborto con il pretesto che l'autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole" si legge ancora nel documento del Pontificio consiglio. "Essere su questa linea significa ridurre o negare che il delitto, per il fatto stesso di esserlo, richiede una pena. Non è concepibile che un delitto resti impunito". "Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo - si legge nel testo che si richiama all'Evangelium Vitae di Papa Wojtyla - potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla chiesa".

"La vita non è questione di tecnica". "Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l'uomo si arroga il potere di fabbricare l'uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo" dichiara il Pontificio consiglio. "La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita di ineccepibile qualità". Non solo: "la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto è frutto dell'evoluzione, che l'uomo non ha alcun dio; che il dio del passato era fatto dall'uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio è morto e che questa è l'ora di poter produrre l'uomo veramente nuovo".

"No a ogni mezzo contraccettivo". Nel capitolo dedicato a "paternità e maternità responsabili" il documento ribadisce la dottrina dell'Humanae vitae sulla contraccezione, esclude cioè "ogni mezzo contraccettivo" e chiede che sia rispettata "l'unione tra l'elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale", ritenendo legittima la sola "continenza periodica" cioè "l'uso del matrimonio solo nei periodi non fertili".

"Femminismo ha contribuito a crisi". Il femminismo ha esacerbato le relazioni tra i sessi e accentuato il carattere polemico della relazione tra maschi e femmine, denuncia il Vaticano, attribuendo ai movimenti femministi la colpa di aver rafforzato la visione "puramente individualistica dell'uomo e della donna", incitando al "superamento della famiglia". "Unendosi nella donazione reciproca piena - afferma il documento del Vaticano - le persone divengono sempre più vicine l'una all'altra, pur conservando la propria identità. L'unione carnale, di carattere individualista, diventa essa stessa occasione di disputa o di guerra, nella misura in cui uno dei partner non si considera soddisfatto sul piano del piacere, o su quello dell'utilità". In tal senso è possibile vedere "che una concezione puramente individualista dell'uomo e della donna, opponendosi alla famiglia, è incompatibile con un'autentica solidarietà intergenerazionale".
(6 giugno 2006)

maumaicomeieri @ giugno 07, 2006 07:17 | commenti: commenti (5)(popup)

Non si finisce mAi di imparare

Archiviato il martedì, 06 giugno 2006 in: elucubrazioni

Spesso mi accuso di parlare per frasifatte e per luoghi comuni.

Ma considero che, se certe frasi diventano banalità, vuole dire che sono cose ovvie, e se sono cose ovvie, significa che rispondono a verità.

E se rispondono a verità, repetita juvant (si dice così?), cioè la ripetizione è solo un altro modo per ricordarcele, queste cose.

Ok...ho sprecato qualche riga per non dire nulla.

Ma in fondo, checcefrega!!

Qui le righe sono gratis, i polpastrelli ce li ho già consumati di mio (che fatica girare le canne, quando ero giovincello), cerco solo di non guardare troppo lo schermo che gli occhi ancora non sono tornati a funzionare a regine.

Sono partito in quarta per raccontare un accadimento che si lega al nonsifiniscemaidimparare.

Quante persone conosciamo nella nostra vita?

Per il lavoro che faccio ne avrò conosciuto a centinaia.

Ma la bellezza della razza umana non finisce mai di stupirmi!

(E qui ci starebbe la canzone da oratorio "Viva la gente, la trovi ovunque tu vai, viva la gente, simpatica piucchemmai, se più gente guardasse alla gente con favor, avremo meno gente difficile e più gente di cuor", ma ve la risparmio)

Oggi ne ho avuto l'ennesima prova.

Non che mi consideri una persona normale, ma mi considero comune nella mia anormalità.

Ho le mie ansie le mie paure i miei armadi con gli scheletri i miei vizi le mie perversioni e altre cose che caratterizzano l'uomo in quanto essere vivente e pensante.

Ma la scoperta che una persona che non consideravi con tutti i venerdì abbia completamente cancellato anche i giovedì e i sabati dal suo calendario, beh, mi perplime ancora.

Il post è volutamente ermetico.

Ma del resto il blog è mio, e ci faccio quello che mi pare.

mAu

maumaicomeieri @ giugno 06, 2006 21:18 | commenti: commenti (2)(popup)

Se questo è Amore

Archiviato il domenica, 04 giugno 2006 in:

Ma che giorno è oggi... chiede L tirandosi su, sui gomiti.

Dormi, che è presto, biascica G con la bocca impastata dal sonno, la testa sotto il cuscino che le imposte sono aperte e filtra un raggio di sole che colpisce giusto giusto il letto.

Sì, ma che giorno è...cazzo non riesco a capire...ieri sera abbiamo bevuto troppo...

HAI bevuto troppo, caro - esclama G con aria scazzata, sgusciando fuori con la testa dal riparo del cuscino - come al solito, del resto...

Che palle, non iniziare a farmi la morale dal mattino presto...

Infatti, visto che dici che è mattino presto, rimettiti giù, chiudi gli occhietti santi e fai la nanna , ribadisce seccata G, appoggiando quasi sbattendo la guancia destra contro il cuscino, per girarsi dal lato opposto a quello in cui L fa il suo monologo

L si arrende e si sdraia, pancia in su.

Si guarda il corpo nudo, non è mai riuscito a dormire con qualcosa addosso, nonostante le preghiere di G che dice sempre che è poco igienico e anche poco sensuale.

L pensa che invece le mutande sono solo una costrizione della sua virilità, e se potesse non le metterebbe neanche sotto i pantaloni.

Beh, niente male per un trentaseienne, esclama a voce alta.

G bofonchia qualcosa senza senso, muovendo tutto il corpo ma restando girata di spalle e senza dare il minimo cenno di assenso alle considerazioni della sua virilità.

L si sente sempre offeso da questi atteggiamenti.

Appena conosciuti passavano tutto il tempo a loro disposizione a fare l'amore, continuamente, con passione.

Gli viene in mente un viaggio fatto qualche anno prima.

Con la Punto bianca, direzione Roma, con tappa in Umbria.

L aveva guidato per cinque ore di seguito mentre G dormiva. Ogni tanto si voltava a guardarla, era bellissima con quell'espressione innocente, i ricci rossicci sparpagliati intorno alla testa e gli occhiali da sole che la facevano sembrare un'attrice .

Si erano fermati in un autogrill.

Amore, vuoi un caffè? L aveva iniziato a stiracchiarsi e G aveva bofonchiato, con voce assonnata, da sotto gli occhiali da sole, un ciao che aveva mandato in orbita i suoi ormoni.

Bastava poco, una volta.

Un'occhiata, una parola, una carezza. E partivano, inesorabilmente.

G si era tirata su, a sedere. L stirava le braccia verso l'alto, per quanto il tettuccio della macchina glielo permettesse.

G lo accarezza proprio mentre il movimento verso l'alto fa alzare la maglietta scoprendo la pancia.

La sua mano ha un tocco delicato, passata piano, con sensualità.

L ricorda ogni piccolo frammento di quella situazione: G con gli occhiali, la mano di G sotto la maglietta, la mano di G che esplora la sua pancia (ora un filino di grasso c'è, ma allora gli addominali facevano bella mostra, grazie alla corsa e allo squash che praticava regolarmente).

Ricorda la mano di G che scorre più in basso, scompigliano la colonna di peli che porta all'intimo, sbottonando con maestria i bottoni dei Levi's, insinuandosi dentro e cercando il suo sesso.

Ricorda G chinata a dargli il buongiorno, nel parcheggio dell'autogrill alle dieci del mattino, i suoi capelli che ricadono sulle sue cosce.

Ricorda gli sguardi allampanati dei passanti, che si rendono conto di quello che sta succedendo, ricorda il ragazzo che gli alza il pollice in segno di approvazione - ok ragazzo, sei un vero maschio.

Ricorda la soddisfazione nel sentirsi sempre desiderato e nel desiderarla.

Bei tempi.

E ora sono qui, a letto insieme, dopo 3 anni di convivenza, con lui nudo che si rimira le pudenda, e lei girata dall'altra parte con un pigiama degno di SuperPippo.

G ma tu ami ancora?

G si scuote, muove tutto il corpo, ma gira solo la faccia, a guardarlo.

Che ti passa stamattina...vuoi un caffè?

G, ti ho fatto una domanda...

Lei si stropiccia gli occhi, sembra un gattino. Alla domanda si blocca e lo guarda, ancora gli occhi semichiusi...ma perchè, è successo qualcosa?

G CAZZO TI HO FATTO UNA DOMANDA!

Lei lo guarda, allibita, era da tanto che lui non aveva reazioni del genere. Sapeva che prima o poi sarebbe accaduto di nuovo, le avevano detto che sarebbe successo. Non riesce a rispondere, continua a fissarlo, l'immagine leggermente sfocata dal sonno disturbato.

L inizia ad urlare, le vene gonfie del collo CAZZO RISPONDI, E' UNA DOMANDA SEMPLICE! SI' O NO, O SI' O NO, CAZZO. Anche la vena cella fronte sembra stia per esplodere.

G è visibilmente spaventata, ora il sonno è totalmente passato, ora il terrore prende il sopravvento.

In un attimo ritornano alla mente le immagini di due anni fa.

Una bella giornata al mare.Solo loro due, come sempre. Non serviva nessun altro, non c'era bisogno di avere amici o altre persone intorno, loro due si bastavano.

Il sole, la sabbia, la partita a racchettoni, il bagno, fare l'amore in acqua, al largo, con qualche pedalò che passava accanto, e loro due che ogni tanto bevevano, ma non riuscivano a smettere e  lei che gli diceva Ti voglio sentire sempre così, sempre dentro di me, perchè tu sei dentro di me e lui che la teneva forte e mentre facevano l'amore si guardavano negli occhi perchè non volevano nascondersi nulla, neanche il più piccolo pensiero.

E poi il ritorno a casa, e quella stupida idea di fargli un regalino mentre guidava, di dargli e darsi quel piacere che era parte essenziale del loro amore.

E lui che chiude gli occhi e il camion che frena, la macchina che sbanda, e poi l'ambulanza, e le sirene e dobbiamo estrarlo dall'auto e lei che piange fuori dalla macchina che l'ha sbalzata fuori nell'impatto e il vigile del fuoco che le dice si calmi, mi dica il suo nome, andrà tutto bene, e lui che viene estratto dalla macchina seminudo dopo ore di tentativi e i barellieri che ridacchiano e lei si incazza e vorrebbe tornare indietro e non dover assecondare sempre tutti gli istinti.

E la corsa in ospedale, con lui che si lamenta e lei gli accarezza la faccia, lei che non si è voluta sdraiare, ha preso a schiaffi un barelliere che voleva farla stendere, le hanno fatto firmare un foglio, lei continua ad accarezzare il suo volto ti amo non lasciarmi, ti amo ti prego non lasciarmi non lasciarmi sola tiamoscusatipregononlasciarmitiamo....

In una frazione di secondo tutto torna alla mente come una fucilata.

Lui ora è lì, il busto di un uomo bellissimo, il viso segnato dalla sofferenza di non avere più le gambe.

Certo che ti amo, e lo bacia sulla fronte, ti amerò per sempre, non pensare mai che ti lascerò, perchè te l'ho promesso e non ti lascerò mai.

L inizia a piangere sommessamente, mentre G lo abbraccia e inizia a lacrimare anche lei, le lacrime le sciolgono il poco trucco che ieri sera non ha tolto prima di sdraiarsi accanto a lui, troppo stanca per farlo.

Piange e vorrebbe riuscire a credere alle cose che dice, anche se è vero che non lo lascerà mai.

Ma sul telefonino del suo comodino, un bip annuncia l'arrivo di un messaggio.

Lei pensa che ora può aspettare.

Il messaggio del buongiorno di C può aspettare.

Ora deve prendersi cura della sua promessa.

maumaicomeieri @ giugno 04, 2006 09:03 | commenti: commenti (3)(popup)