Art of fighting - Second Storey /// Raffaella Destefano - Filologica /// Sigur Ros - Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endalaust /// Enya - And winter came
Le mie letture (presenti e future e presunte)
Barbery Muriel - L'eleganza del Riccio /// Roberto Saviano - Gomorra /// Faletti - Niente di vero tranne gli occhi /// Milena Agus - Mal di Pietre /// J Saramago - Il vangelo secondo Gesù (che immagino non finirò mai!)/// Ivan Cotroneo - La Kryptonite nella borsa
Questa mattina, dopo una lunga notte di sonno profondo, mi sono svegliato con la testa sgombra dai pensieri.
Le sensazioni arrivano dalla pancia, un moto strano di emozioni che ho scoperto da qualche mese.
Mi rendo conto che molte cose si erano confuse, inaridite, che i momenti di difficoltà avevano coperto molte delle cose a cui tengo e per le quali trovo che valga la pena di vivere.
Mi mancano i rapporti interpersonali; odio parlare al telefono, e faccio un lavoro per cui ho un contatto diretto, personale e confidenziale con molti degli ospiti dell'albergo.
Ho sempre pensato che il rapporto con le persone fosse solo legato al mio lavoro, che fosse solo un aspetto professionale e che nella mia vita in realtà questo non significasse nulla.
Poi ho conosciuto l'amore, e questo ha cambiato le prospettive.
Ha cambiato me, mettendomi di fronte a me, alle mie ansie, le mie paure, le mie complicazioni.
Ora riconosco i miei momenti di regressione, i miei momenti di ansia, la paura di non essere, e questo non mi spaventa più e mi fa un pò meno paura.
La paura si è spostata sulla realtà delle cose, sul non riuscire a contrastare eventi che in parte non dipendono da me, ma è PAURA e non spavento.
E mi rendo conto che mi piace confrontarmi con gli altri (confrontarmi realmente, e non accondiscendere) anche se spesso questo mi fa paura - retaggio del "devi essere buono, non devi chiedere nulla perchè gli altri ti devono vedere buono" dell'imprinting datomi in infanzia.
Ma sono un uomo, e voglio essere Io in ogni situazione, e scontrarmi con quello che sono io, senza dover rimettermi in discussione per essere quello che gli altri vogliono vedere.
Non so se la mia pancia è chiara nello scritto, ma per me è un concetto molto chiaro.
E ti amo, e mi manchi da impazzire.
maumaicomeieri @ giugno 23, 2009 07:16 | commenti: commenti (1)(popup)
Leggo La Stampa e trovo le ultime prodi schifezze del nostro Presidente del Consiglio.
Andare a puttane non è un reato (e qui possiamo fare tutte le disquisizioni sullo sfruttamento e sulla volontà di alcune donne di mercificare il loro corpo), ma la vita privata di un personaggio istituzionale non può sottrarsi all'opinione pubblica.
Vorrei se ne andasse, sparisse, e ci restituisse l'Italia.
Non posso credere che l'Italia sia fatta di Berlusconi, Bonaiuti, Capezzoni, Ghedini, Coti e altri loro emuli.
Non voglio credere che le Brambille o le Carfagne siano un esempio per le nostre donne.
Non posso credere che si sia diventati razzisti, io ho una dipendente romena e una polacca, e sono persone con un senso civico molto più alto dell'italiano medio.
Non voglio credere che non si possa parlare più di teatro, cinema, libri, Cultura in genere; che questo paese che sta diventando ignorante non voglia svegliarsi dal torpore.
Non voglio credere che una voce registrata (quella del Primo Ministro) telefoni a casa di mia madre per dire di andare a votare la Porchietto (un nome, una garanzia).
Non voglio credere che il PD non abbia speso UNA PAROLA sul referendum, che l'informazione tutta non si sia concentrata nello spiegare a cosa serve questo referendum e cosa cambierebbe votando sì o no, portando sicuramente ad un fallimento dello stesso, essendo per certo destinato a non raggiungere il quorum.
Non posso credere ad un paese garantista delle "aziende nazionali" che "salva" Alitalia facendola pagare a noi cittadini, ma portandola verso una disfatta senza uguali, e senza che l'informazione ci informi, senza che l'opposizione si indigni, senza che la popolazione si incazzi; che aiuta Fiat nei suoi loschi traffici (un'azienda in perdita può acquistare case automobilistiche o partecipazioni ??) sapendo che chiuderà uno stabilimento italiano (e producendo le auto all'estero - la 500 la fanno in Polonia).
Non voglio avere paura di stringere la mano o dare un bacio al mio compagno mentre siamo per strada, perchè potrebbe succedere quello che sempre più -non- leggiamo sui giornali (vedasi Campo dei Fiori la scorsa settimana).
Voglio tornare a sorridere e godere nello stare con Persone, nel parlare con Persone che non vivono solo di Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne, e di culi-tette-pettorali messi in bella mostra in tv.
E voglio farlo in un'Italia che non è morta culturalmente, ma che sembra stia facendo la fine di Eluana Englaro.
Chi stacca la spina?
maumaicomeieri @ giugno 20, 2009 07:10 | commenti: commenti (popup)
Mi ritrovo in un sabato mediamente soleggiato esternamente in questo non luogo che è diventata la mia prigione.
Il senso di questa parola non è completamente negativo, spiegare il perchè sarebbe lungo e faticoso, e forse non riuscirei a spiegarlo appieno. Quindi prendetela così.
Mi ritrovo in una pausa di lavoro, un momento per rifocillare il corpo annoiato.
Nella pausa la mente ritorna a momenti vissuti-viventi.
Per riscoprire attimi che l'hanno segnata, che hanno segnato Maurizio, che non è più lo stesso, ma che ora è.
Ogni tanto però ci ricade, nel non essere, nel non lasciar sgorgare quei sentimenti che impetuosi arrivano, da dove non sa, ma che devono essere espressi in quell'istante, pena l'apatia.
E allora si ritrova a lacrimare nel finire per caso su una foto trovata in internet, che lo riporta ad un momento importante, incatenato a tanti altri momenti importanti, saldamente ancorati ad una persona importante.
Che c'è, ma non è qui.
E, mio Dio, Maurizio vorrebbe davvero che ci fosse.
Quanto ti amo.
maumaicomeieri @ aprile 18, 2009 12:42 | commenti: commenti (3)(popup)
Svegliarsi tutte le mattine con il cuore sul punto di esplodere.
Svegliarsi tutte le mattine cercando qualcun altro che spesso non è nel letto accanto a te.
Vivere le proprie giornate con l'idea che "questa non è la vita che vorrei, ma lo faccio per la vita che voglio".
Sorridere, ridere e piangere, e sentire che questo fluire fa un gran bene.
Scoprire cos'è l'amore, spaventarsi e viverlo.
Desiderare che il futuro arrivi, ma che non sia troppo lontano dal presente.
Oggi va così.
Buona giornata a tutti.
Ma soprattutto a te, che non leggi, ma che non hai bisogno di leggere queste cose per saperlo, nè per capirlo.
Ti amo.
maumaicomeieri @ aprile 06, 2009 10:07 | commenti: commenti (3)(popup)